Prolegomeni della Pussy

Una "pussy" poco comune

Dopo aver letto l’affascinante, interessante, seppur fatiscente sotto trascurabili aspetti, “breve storia della pussy” di un mio carissimo fatiscente amico “Mario”, nel quale si cerca di spiegare storicamente l’attuale carenza di pussyes, mi è sembrato opportuno e doveroso approfondire l’argomento sotto aspetti critico-dogmatici, sulla naturalità antica, medievale e moderna della pussy per poter meglio intendere l’aspetto secolarizzante che ha portato al dominio della pussy sull’uomo. In “breve storia della pussy” si è preferito analizzare l’aspetto puramente storico che ha portato la pussy alla sopraffazione subdola della tega specialmente in quest’ultimo secolo, senza andare ad approfondire il pensiero filosofico e sociologico che ha causato la degenerazione di una classe risaputamente inferiore per quanto riguarda l’intelletto, a strumentalizzare le necessità umane fino ad arrivare al predominio indiscusso del potere, offuscando ciò che di più giusto c’era nell’antichità e cioè il rispetto del ruolo naturale che ci è stato impartito da una legge eterna naturale. Per il rispetto dell’originalità dei termini inseriti nell’articolo originale, in questi prolegomeni verranno utilizzati termini diversi per indicare gli stessi concetti mantenendo gli originali solamente nei titoli. Inoltre per una mancanza d’informazione sull’argomento verranno trascurati gli aspetti ambigui dell’omosessualità e del transessualismo.

1° prolegomeno sulla Pussy antica preistorica

Nell’antichità quando ancora ancora l’umanità era limitata a pochi singoli branchi elementari, che ancora non conoscevano il linguaggio e vivevano una vita puramente istintuale, la ripartizione del ruolo pisello-patata sorgeva naturale. Poiché l’uomo aveva certe caratteristiche anatomiche evolutesi per meglio poter affrontare sfide di natura fisico-conflittuale, spettava a lui il ruolo della caccia e della difesa del territorio (che a quell’epoca era sostanzialmente lo spazio vitale attorno alla patata). La patata non avendo virtù di fortezza fisica era meno portata allo svolgimento di tali attività e pertanto se ne stava stanziata nell’habitat nell’attesa che l’uomo tornasse con il cibo avendo come unico ruolo sociale la procreazione. Pertanto l’uomo dell’epoca era sostanzialmente il detentore assoluto del potere; questo potere non veniva messo in discussione e per giustificare tale affermazione si può riflettere su 2 teorie complementari:

  1. Essendo la patata l’elemento attraverso il quale si origina nuova vita non le è stato affidato il ruolo di saper sopravvivere.

  2. La tega avendo il dono di saper sopravvivere nella vita deve preoccuparsi in primo piano della continuità della specie attraverso l’approvvigionamento, la difesa e il seme.

Secondo la prima teoria dunque alla patata spetta l’unico, seppur essenziale, compito di mettere al mondo nuova patata & pisello e di accudirli, segregando le patate, in un certo qualmodo, ad una vita d’ozio nella quale le è stato parzialmente impedito l’evolversi della mente se non attraverso la conoscenza maschile; a questo proposito si allaccia la complementarietà della seconda teoria, per la quale l’uomo ha sviluppato maggiormente l’intelletto, dovendo studiare metodi sempre più innovativi ed efficaci per poter sopravvivere e difendere; non solo, dato che la patata era un elemento passivo di tale società, il mandrillo tornava dalle patata con le cibarie e col pensiero fisso di trasformarsi in riccio con almeno 3 patatine; ma dopo qualche tempo il mandrillo non diventava più riccio e iniziò ad annoiarsi della routine della posizione a pecora; fu proprio per questo che il mandrillo si trasformò in toro aumentando prodigalmente la virtù della fantasia sia in campo sessuale che tecno-scientifico.


2° prolegomeno sulla pussyes antico greco-romana

Data la naturalezza del fornicare dell’uomo preistorico, i tori da monta e le patate aumentarono esponenzialmente; l’evoluzione del pensiero della tecnica e della scienza prosperavano; il linguaggio divenne cosa comune e piselli e patate si ritrovarono presto a vivere in città, nelle quali si cominciarono a delineare regole di vita etico-morali. A questo punto l’accoppiamento non poteva più essere naturale e selvaggio; queste regole etico-morali che all’epoca non facevano parte di un diritto universale ma di un contratto sociale di unione e assoggettamento e spesso erano impartite dal capo della comunità vigente secondo l’ordine sociale di appartenenza; la società era costituita in maniera gerarchica e funzionava. Naturalmente coloro che detenevano il potere della città volevano detenere anche il potere sulle patate più promettenti e quindi i ceti inferiori, a seconda della posizione sociale, dovevano accontentarsi della patata che restava come seconda scelta. La questione importante è che comunque, a partire dai capi fino agli schiavi, tutti possedevano patate ed esse si conformavano, senza opporre resistenza, al predominio maschile. Infatti se analizziamo la posizione degli schiavi per poi proseguire in scala ascendente, noteremo che gli schiavi si accoppiavano tra di loro e, solitamente, era un rapporto monogamico, poiché lo schiavo, non avendo libertà, doveva accontentarsi delle schiave che si trovava intorno, spesso doveva farlo anche segretamente poiché le schiave erano le patate dei padroni; quando lo schiavo era fortunato metteva incinta la schiava, il che era un doppio vantaggio perchè il padrone cercando un alibi lasciava allo schiavo tutta la responsabilità. Talvolta era il padrone a metterla incinta ma lo schiavo si accontentava della patata. Il padrone quindi utilizzava la moglie per l’aspetto di vita sociale, se la spassava con le schiave e spesso andava a night-whores con gli amici. Le classi abbienti, i detentori del potere, non avevano alcun problema perché si appropriavano delle patate che volevano quando volevano, bastava un po’ di discrezione. I meteci, popoli commercianti, erano i don Giovanni della situazione, arrivavano in città facevano la figura di piselloni vissuti e scopazzavano con varie patate che venivano ammaliate dai loro racconti e spesso dalle loro bugiarde promesse di una vita insieme, generando quella nuova “razza” di orfani di padre che allora venivano chiamati “bastardi” (successivamente utilizzato anche per le specie animali). Il ruolo della donna era dunque spesso passivo anche se con delle piccole eccezioni; infatti è proprio in questi anni che con l’avvento della patata privata, si inizia a delineare l’importanza di avere una vulva dotata. Con una patatina bravissima infatti si potevano ottenere dei vantaggi di rango. Pure le schiave se erano dotate avevano vantaggi nel darla agratis al padrone: quando ad esempio la moglie era in visita da parenti, la schiava mangiava e si apriva nel letto del padrone.

La “donna” comincia ad avere delle prese di coscienza del suo ruolo passivo vantaggioso. Infatti successivamente le patate meno dotate si rendono conto che lavorando nei bordelli a basso costo l’uomo povero le consentiva comunque un introito, quando la patata di casa cominciava a rifiutarsi di darla con la scusa banale di pudore religioso. Arriviamo a questo punto alla nascita del pensiero medievale con l’avvento della religione.


3° prolegomeno La pussy religiosa medievale

A partire dall’anno 0 con la nascita di Cristo, si instaura nella mentalità dell’epoca in modo sempre crescente il pensiero della religione cristiana che regnerà imperturbato per i successivi 1500 anni. Questo ha provocato un laceramento della mentalità umana che si è ritrovato a dover affrontare la pulsione sessuale con il fondamento peccaminoso religioso. Nell’uomo nasce il pudore della giustizia secondo volontà di Dio e cioè una cosa è buona perché comandata da Dio e sbagliata perché proibita da Dio; a tal proposito le patate e i piselli si cominciarono a fare riguardi nei confronti di qualsiasi atto sessuale che non fosse giustificato dalla procreazione. Alcuni uomini, la minoranza, non erano religiosi e non si fecero problemi inizialmente; successivamente ne riscontrarono parecchi nel riconoscere che erano rimasti molto poche patate laiche. Altri ancora la maggior parte trovarono la soluzione nella grazia: in pubblico e nel privato di casa ci si comportava bene, mentre nel segreto del bordello si faceva man bassa di fica e poi con qualche piccola indulgenza al parroco si poteva redimere i propri peccati. Le patate a quel punto stavano per perdere le speranze di avere il controllo sulle menti superiori dei pisellini; quella fu la vera belle epoque del pisello che aveva il controllo totale sulle patate e sul mondo; le madamemouiselle non avevano più speranze. Ma purtroppo alcuni uomini come Calvino, Lutero chiusero quest’epoca ribellandosi al potere ecclesiastico. Apparentemente questi uomini si sono ribellati al Papa per giusta causa, ma se guardiamo a fondo sono stati i precursori dell’indipendenza della patata. Ribellandosi alla chiesa infatti, hanno proibito all’uomo la redenzione attraverso piccole indulgenze costringendoli, con l’inganno, a dover vivere una vita più puritana. Poco dopo per nostra fortuna Enrico VIII diede vita all’eresia del secolo; quest’uomo infatti era stufo di dover assecondare il desiderio di patata alla religione, lui voleva avere più vulva senza doversi nascondere e senza dover essere graziato da indulgenze o ancor più difficilmente comportandosi bene. Questo grand’uomo decise che il divorzio poteva esser da lui concesso e i padri potevano sposarsi. Per i pisellini fu una vera e propria rivoluzione patatiana. Con questo però si raggiunge il penultimo stadio dei prolegomeni enunciati: la “modernità”.

4° prolegomeno “La caduta dello shako”

Siamo negli anni successivi al 1600 il mondo è dominato nella quasi totalità dall’Europa che ne detta le regole. L’assolutismo regna incontrastato. Assolutismo che si può applicare allo stesso modo dello stato nel possesso della patata. Questi sono gli ultimi anni d’oro degli uomini. Esiste la gerarchia della patata, non più controllata da stupidi pregiudizi religiosi; la patata infatti è soggetta a proprietà del pisello secondo potenzialità e gerarchia come nell’antichità: la patata più bella al maschio più potente e così via in scala discendente. Ma nel 1789 un fatto storico sconvolge totalmente l’ordine naturale del possesso di PUSSY (scusate, ma qui dovevo proprio citarla). Con la rivoluzione francese infatti anche la patata ottiene finalmente un riconoscimento a livello sociale. Le patate subdolamente intuiscono definitivamente che a seconda del rango a cui appartengono (classificato secondo bravura) possono avere un’influenza determinante sul pisello. La patata inizia a sfruttare la rivoluzione di Enrico VIII a suo piacimento. Se un pisello portante falliva per la società, la patata lo rovinava totalmente e ne sceglieva un altro. Un’unica fortuna impedì alla patata subdola di impadronirsi del potere già dal principio di questa nuova era: le guerre; le guerre infatti erano compito dei pisellini, nelle quali alcune femmine conservatrici (probabilmente della destra repubblicana) parteciparono con il pretesto di aiutare i feriti come crocerossine; in realtà erano delle zoccole benevole il cui unico scopo era quello di risollevare il morale delle truppe. Durante queste guerre il numero di maschi infoiati vogliosi di patata diminuì drasticamente; le patate rimasero private di mariti ed amanti dai quali potevano attingere le risorse necessarie per condurre quella vita oziante a cui erano state abituate per secoli. Gli uomini cominciarono a chiamarle le “Zitelle”. Furono anni difficili che raggiunsero l’apice con la seconda guerra mondiale; dopo di che, esclusi pochi anni attorno al ’69 durante i quali i piselli convinsero le patate che darla liberamente era un bene, la patata ottenne il potere tanto voluto. Le patate seguendo ed appoggiando le secessioni “negriste” ne presero spunto per ottenere quelle libertà che l’hanno portate ad ottenere il potere attorno agli anni ’80. In questi anni infatti il ruolo della patata è stato assolutamente sottovalutato abbiamo lasciato correre innumerevoli avvenimenti dei quali non è stata considerata l’importanza. Solo adesso ci siamo accorti come la patata ci ha invasi e conquistati riducendo parecchi uomini a livello di cani. Ma ora che stiamo rincominciando a realizzare dobbiamo riconquistare la proprietà sulla patata. In questi anni la patata è fiorente. Non esistono più grossi problemi gerarchici. Uomini falliti e brutti possiedono patate di alta scuola. Dobbiamo riattivare l’intelletto e fare ciò che le patate hanno fanno con noi. Ci hanno copiato la conoscenza intellettiva sfruttandola contro di noi. Ora noi dobbiamo ragionare da pussyes, ma con il nostro cervello le raggireremo meglio di quanto loro abbiano fatto e ritroveremo in tal modo la retta via.

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